La nostra esperienza ad EXPO 2015


expo2015

Ospitare in Italia l’Esposizione Universale 2015 è stato un grande onore e una vetrina importante per il nostro Paese e nonostante le grandi polemiche, i ritardi, le file e le folle, EXPO MILANO 2015 ha portato all’Italia e soprattutto a Milano una grande visibilità e un giro di affari non indifferente.

Grazie alla nostra esperienza diretta e all’esperienza di molti colleghi e amici, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi anche tutti i pregi e la bellezza di questa incredibile Esposizione. In primis vorremmo sottolineare come sia importante ed interessante vedere come le Nazioni partecipanti abbiano interpretato il tema “Nutrire il Pianeta” e come il pubblico abbia recepito il loro messaggio. Ogni Paese ha potuto esprimere a livello architettonico, tecnologico ed artistico il proprio valore del cibo e delle peculiari risorse agroalimentari, mettendo in evidenza gli aspetti più facilmente comprensibili dal pubblico e creando percorsi di impatto.

Non condividiamo la teoria di molti che hanno dichiarato inutile andare a visitare l’Esposizione Universale quando sarebbe più interessante visitare i Paesi che ne fanno parte se si vuole imparare a conoscerli. E’ scontato che viaggiare sia un arricchimento culturale prezioso ed unico, ma è altresì importante vedere come i Paesi partecipanti abbiano voluto esprimere in poco spazio (il proprio Padiglione) la propria natura, evidenziare le proprie risorse alimentari, le loro tradizioni, utilizzando materiali eco-sostenibili e riciclabili, ulteriore tema della Manifestazione.

L’EXPO 2015 è un viaggio per il mondo che ha avuto un taglio ben definito ed un tema da rispettare “Nutrire il Pianeta” e ogni Nazione ha espresso in modo creativo il significato di questo argomento delicato ed importante.

La nota dolente delle interminabili file per entrare nei Padiglioni ha portato molte persone a desistere e a rinunciare alla visita dell’Esposizione ed è sacrosanto, perchè ai giorni d’oggi il tempo è prezioso e non può essere “sprecato in lunghe attese”; ma per chi invece è stato più fortunato ed è riuscito a visitare la Manifestazione nei primi mesi (meno affollati) o durante la settimana, siamo sicuri che il ricordo di questa esperienza non può essere che positivo.

Per entrare nel merito dei Padiglioni, possiamo sicuramente dire che come impatto visivo ed architettonico si possono considerare tutti (o quasi) meravigliosi: pensiamo all’Angola con i suoi 2.000 metri quadri di Padiglione realizzato con materiali eco-sostenibili e riciclabili in legno lamellare, sviluppato su tre piani, trae ispirazione dall’Albero di Baobab (albero considerato sacro in Angola); il suggestivo Padiglione degli Emirati Arabi con più di 4.000 metri quadri di spazio, si ispira al deserto con i colori e le forme geometriche della sabbia increspata dal vento, con pareti alte 12 metri ed uno schermo a terra che segna l’ingesso al Padiglione e che ricostruisce il falaj (canale idrico antico); la sfida del Giappone che ha realizzato il suo Padiglione attraverso “una griglia tridimensionale di legno” e altri materiali che esprimono l’idea di sostenibilità; la struttura è stata realizzata con un’insieme di tecniche tradizionali giapponesi (come il metodo di tensione- compressiva) che esprime il connubio perfetto tra storia ed innovazione.

I più divertenti ed interattivi: interessante l’approccio naturalistico del Padiglione dell’Austria, che ricrea un microclima perfetto grazie alla creazione di un bosco (tipico paesaggio austriaco) e alla tecnologia applicata con nebulizzatori e ventilatori. L’importanza di aria buona e della natura, spiega il Dr. Bernhard Scharf, dell’Istituto diIngegneria Naturalistica e Architettura, è una sfida da prendere in seria considerazione contro i cambiamenti climatici degli ultimi decenni. Divertente ed istruttivo il Padiglione del Brasile che accoglie i propri visitatori con una rete elastica sospesa a mezz’aria che si può percorrere (senza saltare) prima di iniziare il percorso vero e proprio all’interno del Padiglione. Sotto la rete  vi è la Green Gallery, un’area all’aperto  in cui grandi contenitori di legno ospitano piante, ortaggi e verdure che caratterizzano la flora brasiliana. Accanto, pannelli interattivi spiegano le tecniche di coltivazione e le esportazioni nel mondo; all’interno del padiglione, invece, si sviluppa la parte più tecnologica e istruttiva (tecniche di coltivazione, eccellenze agroalimentari brasiliane ed anche una piccola sezione dedicata alla moda brasiliana). Il Padiglione del Regno Unito è di grande impatto scenografico ed emotivo, il percorso creato è ripreso dal volo delle api: entrando nel padiglione si avrà la sensazione di essere un’ape che vola attraverso giardini, piante, fiori fino ad arrivare (al piano superiore) nel punto centrale della vita di un’ape L’ALVEARE: entrando si è circondati da impulsi e brusii, insieme a 1.000 lucine LED, che sono collegate ad un vero alveare nel Regno Unito.

Il percorso è ancora lungo e tutti i Padiglioni sono affascinanti ed unici, citiamo in breve, l’Olanda con il suo padiglione completamente all’aperto senza file all’entrata, riproduce le tipiche fiere con street food, musica e condivisone; il Padiglione della Francia con la sua struttura sinuosa in legno che riprende le halles (mercati coperti francesi), all’interno della quale si trovano riprodotte tutte le materie prime, la tecnologia, il Know How e le eccellenze francesi nel mondo; scenografico e simbolico il Padiglione del Vietnam ricrea uno stagno (tipico vietnamita) con statue di animali e divinità ed enormi baccelli di Loto realizzati in bambù, simbolo chiave della cultura del Vietnam soprattutto per il suo significato di purificazione e rinascita (il fiore di Loto ha la capacità di purificare l’acqua dove cresce, anche se si tratta di uno stagno).

Per finire non possiamo dimenticare il Padiglione dell’Italia, fortemente criticato da molti, amato da altri, ha suscitato contraddizioni come sempre il nostro Paese suscita. Il punto focale del Padiglione è il materiale con cui è stato realizzato  “i.active Biodynamic”, un materiale in grado, attraverso le proprietà fotocatalitiche, di catturare a contatto con la luce degli agenti inquinanti dell’aria, trasformandoli in sali inerti e aiutando a smaltire lo smog. Già solo questo ne vale l’eccellenza. All’interno della struttura il Concept è diviso per piani:  al primo piano c’è la sala della “potenza del saper fare”, al secondo la “potenza della bellezza”, al terzo ci sono la “potenza del limite” e la “potenza del futuro”.Un lungo percorso buio, gestito dall’Unione italiana Cechi, permette agli ospiti di vivere un’esperienza “senza vista”, prima di sfociare nei colori e nelle abbondanze del famosissimo quadro “Vucciria” di Guttuso, gentilmente prestato dall’Università degli Studi di Palermo.

Expo 2015 è finita, c’è chi ne è uscito soddisfatto, c’è chi si aspettava di più, c’è chi non gli ha dato credito e non l’ha visitata e c’è chi, come noi, crede che ogni espressione di arte, di aggregazione tra Nazioni, ogni momento ed occasione di conoscenza e di condivisione valga la pena di essere vissuto con grande apertura mentale.

 

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